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Oltre confine

Permesso UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato in Italia

Cinque anni di soggiorno regolare, reddito pari all'assegno sociale INPS e test di italiano A2. La direttiva 2003/109/CE fissa sei mesi per la decisione.

Il permesso UE per soggiornanti di lungo periodo è disciplinato dalla direttiva 2003/109/CE e, in Italia, dall'articolo 9 del D.Lgs. 286/1998. Richiede cinque anni di soggiorno regolare, un reddito non inferiore all'assegno sociale annuo determinato dall'INPS e il test di italiano di livello A2. La direttiva fissa in sei mesi il termine per la decisione.

Per un datore di lavoro è il documento che chiude la fase amministrativa di un inserimento. Il lavoratore che lo ottiene non dipende più da un nulla osta, da una quota o da un contratto specifico: l'azienda smette di gestire una pratica di ingresso e comincia a gestire una persona che resta.

I requisiti, letti dal lato dell'azienda

La direttiva 2003/109/CE chiede tre condizioni sostanziali: cinque anni di soggiorno legale e ininterrotto, risorse stabili e regolari sufficienti al mantenimento, e un'assicurazione contro le malattie. Consente inoltre agli Stati membri di aggiungere condizioni di integrazione, e l'Italia ha esercitato quella facoltà con il test di conoscenza della lingua italiana di livello A2, organizzato dalle prefetture attraverso i centri provinciali per l'istruzione degli adulti.

RequisitoFonteContenuto
Soggiorno regolaredirettiva 2003/109/CE, art. 45 anni legali e ininterrotti nello Stato membro
Redditoart. 9 D.Lgs. 286/1998non inferiore all'importo annuo dell'assegno sociale determinato dall'INPS, elevato in caso di familiari a carico
Conoscenza linguisticaart. 9 D.Lgs. 286/1998test di italiano di livello A2 presso la prefettura
Termine di decisionedirettiva 2003/109/CE, art. 76 mesi dalla presentazione della domanda
Durata del titolodirettiva 2003/109/CE, art. 8permanente in Italia, con aggiornamento periodico della tessera
Contributo per il rilascioart. 5, comma 2 ter, D.Lgs. 286/1998100 euro, oltre a 16 euro di marca da bollo e alle spese del kit postale

Tre voci meritano una lettura operativa. Il requisito di reddito si misura sul reddito complessivo del nucleo, quindi un lavoratore con moglie e due figli a carico ha bisogno di una soglia più alta di un lavoratore solo, e un contratto part time al minimo tabellare può non bastare. Il test A2 è gratuito ma ha una calendarizzazione provinciale: chi lo prenota nell'ultimo mese utile arriva alla scadenza del quinto anno senza l'attestato. Il requisito dei cinque anni si interrompe con le assenze prolungate dal territorio, e nei corridoi asiatici le assenze prolungate sono frequenti, perché un rientro familiare di sei mesi è un evento normale.

Cosa cambia per il rapporto di lavoro

Il titolo di lungo periodo non è legato a un datore. Il lavoratore può cambiare impresa, settore e provincia senza che nessuno debba presentare una domanda di nulla osta, e l'azienda che lo assume non entra in alcun plafond del decreto flussi. Per un datore che ha investito su una coorte questo è un rischio e un'opportunità nello stesso momento: la persona diventa più libera di andarsene e, al tempo stesso, più facile da promuovere, da spostare su un altro stabilimento e da trattenere con strumenti ordinari di gestione del personale.

L'altra differenza riguarda la catena documentale. Con un permesso per lavoro subordinato l'azienda presidia scadenze, rinnovi e comunicazioni descritti nella guida al permesso di soggiorno per lavoro. Con il titolo di lungo periodo quella catena si interrompe, e l'onere che l'impresa assume nella fase di sponsorizzazione, descritto nella guida al significato della sponsorizzazione per un datore europeo, viene meno.

La mobilità verso un altro Stato membro

L'articolo 14 della direttiva consente al soggiornante di lungo periodo di stabilirsi in un secondo Stato membro per svolgere un'attività di lavoro subordinato o autonomo, alle condizioni procedurali che quello Stato stabilisce. Non è una libera circolazione equivalente a quella dei cittadini dell'Unione: il secondo Stato può applicare un esame del mercato del lavoro e chiedere un proprio titolo di soggiorno. È però un percorso che esiste e che un gruppo con impianti in più Paesi può usare senza ricominciare da una domanda di ingresso dall'estero.

Va segnalata una asimmetria che ha conseguenze pratiche. Il titolo rilasciato in Italia viaggia con questa possibilità, mentre il titolo rilasciato da un altro Stato membro apre al suo titolare la stessa strada verso l'Italia. Un'impresa che cerca personale qualificato con esperienza europea trova, fra i soggiornanti di lungo periodo di altri Stati membri, un bacino che non passa da alcuna quota nazionale.

Werklist segue i corridoi oltre il primo permesso, perché il quinto anno è il momento in cui il costo amministrativo di una coorte si azzera e la questione diventa di retention; la pagina dedicata ai datori di lavoro indica quali dati servono per prevedere quella scadenza. Un'azienda che arriva al quinto anno senza aver verificato reddito, assenze e test A2 scopre che il permesso di lungo periodo, per metà della coorte, slitta di un altro anno.

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