Carta blu UE in Italia per lavoratori altamente qualificati
La carta blu UE entra fuori dalle quote del decreto flussi. Contratto minimo di sei mesi, decisione in novanta giorni e mobilità dopo dodici mesi.
La carta blu UE è disciplinata in Italia dall'articolo 27 quater del Testo Unico immigrazione (D.Lgs. 286/1998), riscritto dal D.Lgs. 152/2023 che recepisce la direttiva (UE) 2021/1883. L'ingresso avviene al di fuori delle quote del decreto flussi. La direttiva impone un contratto o un'offerta vincolante di almeno sei mesi e una decisione entro novanta giorni dalla domanda completa.
La frase che conta per un datore è la seconda: fuori quota. Significa che la carta blu non dipende dal click day, non compete con il plafond e non segue il calendario di febbraio. Per un profilo che soddisfa i requisiti, è l'unico canale italiano che si apre quando serve invece che quando lo decide un decreto.
Chi rientra nella definizione di altamente qualificato
La qualificazione non è una valutazione discrezionale del datore. La direttiva 2021/1883 e l'articolo 27 quater ammettono due percorsi alternativi.
Il primo è un titolo di istruzione superiore di durata almeno triennale, rilasciato da un'autorità competente e riconoscibile in Italia. Il secondo, introdotto dalla rifusione del 2021, è l'esperienza professionale di livello elevato: competenze corrispondenti ai grandi gruppi 1 e 2 della classificazione ISCO, maturate in un numero di anni fissato dallo Stato membro, con una soglia ridotta per dirigenti e specialisti delle tecnologie dell'informazione.
È il secondo percorso a cambiare davvero la platea. Un capo officina con quindici anni su macchine a controllo numerico e nessuna laurea rientrava a fatica nella vecchia disciplina; con la rifusione la porta esiste, purché il ruolo sia classificabile nei gruppi ISCO indicati e l'esperienza sia documentabile.
| Requisito | Fonte | Contenuto |
|---|---|---|
| Durata del contratto | direttiva 2021/1883, art. 5 | almeno sei mesi di lavoro altamente qualificato |
| Retribuzione | direttiva 2021/1883, art. 5 e art. 27 quater D.Lgs. 286/1998 | soglia compresa fra 1,0 e 1,6 volte la retribuzione media annua lorda dello Stato, ancorata in Italia al minimo del contratto collettivo applicabile |
| Termine di decisione | direttiva 2021/1883, art. 11 | 90 giorni dalla domanda completa, 30 giorni per i datori riconosciuti |
| Cambio di datore | direttiva 2021/1883, art. 15 | nei primi 12 mesi lo Stato può chiedere una comunicazione e sospendere il cambio fino a 30 giorni |
| Mobilità verso un altro Stato membro | direttiva 2021/1883, art. 21 | dopo 12 mesi di titolarità, oltre a soggiorni brevi fino a 90 giorni su 180 |
La soglia retributiva è il punto in cui le carte blu vengono respinte più spesso. La direttiva consente agli Stati una forbice fra una e 1,6 volte la retribuzione media annua lorda, e l'ordinamento italiano la aggancia al minimo previsto dal contratto collettivo nazionale applicabile alla mansione. Un contratto scritto sul minimo tabellare regge; un contratto costruito con una quota rilevante di variabile o di rimborsi non regge, perché la soglia si misura sulla retribuzione annua lorda garantita.
Come si svolge la procedura in Italia
La domanda di nulla osta si presenta allo Sportello Unico per l'Immigrazione della provincia in cui si svolgerà l'attività, come per il lavoro subordinato ordinario, ma senza attendere l'apertura delle quote. Ottenuto il nulla osta, la rappresentanza consolare rilascia il visto di ingresso e il lavoratore, entro otto giorni dall'arrivo, firma il contratto di soggiorno e presenta la richiesta di permesso.
Le voci di costo sono le stesse di ogni altro titolo per lavoro: 16 euro di marca da bollo, 30,46 euro per il permesso elettronico e 30,46 euro per il servizio postale indicati dal Ministero dell'Interno, oltre al contributo dell'articolo 5, comma 2 ter, compreso fra 40 e 100 euro. La differenza rispetto al canale ordinario non è economica, è temporale: manca l'attesa della finestra annuale descritta nella guida alle quote 2026 2028.
Sul termine di novanta giorni vale una precisazione che evita promesse premature. L'orologio parte dalla domanda completa, non dal primo invio. Un titolo di studio privo di dichiarazione di valore o un contratto che non esplicita la retribuzione annua lorda garantita non rendono la domanda incompleta in senso formale: la rendono lenta, perché l'istruttoria si ferma alla prima richiesta di integrazione.
Perché la mobilità dopo dodici mesi interessa i gruppi industriali
L'articolo 21 della direttiva consente al titolare di carta blu, trascorsi dodici mesi, di spostarsi in un secondo Stato membro per svolgere lavoro altamente qualificato, e ammette prima di allora attività professionali brevi fino a novanta giorni su un periodo di centottanta. Per un gruppo con stabilimenti in più Paesi questa è la parte più utile della rifusione: un ingegnere di processo assunto in Italia può seguire un avvio di linea in un altro impianto europeo senza ricominciare da una domanda nazionale.
La struttura comune della direttiva e le differenze di recepimento fra Stati membri sono descritte nella guida alla direttiva carta blu 2021/1883.
Werklist usa il canale della carta blu per i profili tecnici e di supervisione che accompagnano le coorti operative, perché è l'unico ingresso italiano che non dipende da una data fissata per decreto; la pagina dedicata ai datori di lavoro indica quali documenti servono per verificare in anticipo la soglia retributiva. La verifica da fare per prima non è sul candidato, è sul contratto collettivo applicato alla mansione.
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