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Sanzioni dell'Ispettorato del lavoro per impiego irregolare di stranieri

L'articolo 22 del D.Lgs. 286/1998 punisce con 5.000 euro per lavoratore l'impiego di stranieri senza permesso. Maxisanzione, sospensione e tempi INL.

L'articolo 22, comma 12, del Testo Unico immigrazione (D.Lgs. 286/1998) punisce il datore che occupa lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno, o con permesso scaduto, revocato o annullato, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa di 5.000 euro per ogni lavoratore impiegato. La verifica spetta all'Ispettorato nazionale del lavoro.

È una norma penale, non una sanzione amministrativa, e questa distinzione cambia il modo in cui va gestita. Non si estingue con un pagamento in misura ridotta, non si negozia con l'ispettore e segue il legale rappresentante dell'impresa. Intorno a essa ruotano poi tre binari sanzionatori che si sommano, non si alternano.

I quattro binari che l'ispettore può aprire

Un accesso ispettivo su un cantiere o su un capannone con personale straniero produce contestazioni di natura diversa a seconda di cosa viene trovato.

ContestazioneRiferimentoConseguenza
Impiego di straniero senza permesso validoart. 22, comma 12, D.Lgs. 286/1998reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa di 5.000 euro per lavoratore
Aggravante per più di tre lavoratori, minori o grave sfruttamentoart. 22, comma 12 bis, D.Lgs. 286/1998pena aumentata da un terzo alla metà
Lavoro sommerso (maxisanzione)art. 3, D.L. 12/2002, importi aggiornati dal D.L. 19/2024da 1.950 a 11.700 euro per lavoratore fino a 30 giorni di impiego irregolare
Intermediazione illecita e sfruttamentoart. 603 bis codice penalereclusione da 1 a 6 anni e multa da 500 a 1.000 euro per lavoratore reclutato

La maxisanzione cresce con la durata. L'articolo 3 del decreto legge 12/2002 prevede tre fasce: da 1.950 a 11.700 euro per ciascun lavoratore impiegato fino a trenta giorni, da 3.900 a 23.400 euro fra trentuno e sessanta giorni, da 7.800 a 46.800 euro oltre i sessanta giorni. Gli importi sono maggiorati del 20 per cento quando il lavoratore in nero è uno straniero privo del permesso di soggiorno o un minore in età non lavorativa.

Il conto si costruisce per lavoratore e non per verbale. Cinque lavoratori senza permesso in un cantiere non sono un episodio: sono cinque multe da 5.000 euro sul piano penale, cinque maxisanzioni maggiorate sul piano amministrativo e un'aggravante che si applica perché i lavoratori sono più di tre.

Sospensione dell'attività e tempi del procedimento

Il provvedimento che ferma la produzione non è la multa. È la sospensione dell'attività imprenditoriale prevista dall'articolo 14 del D.Lgs. 81/2008, nella versione riscritta dal decreto legge 146/2021: l'ispettore la adotta quando almeno il 10 per cento dei lavoratori presenti all'accesso risulta privo di comunicazione preventiva di instaurazione del rapporto. La revoca richiede, oltre alla regolarizzazione, il pagamento di una somma aggiuntiva di 2.500 euro fino a cinque lavoratori irregolari e di 5.000 euro oltre i cinque.

Sui tempi, l'ispezione segue il D.Lgs. 124/2004. L'ispettore redige il verbale unico di accertamento e notificazione; per gli illeciti sanabili la diffida assegna trenta giorni per regolarizzare, e il pagamento in misura ridotta va eseguito entro sessanta giorni dalla notifica. Il datore che rispetta la diffida chiude la parte amministrativa al minimo edittale. Il datore che lascia scadere i termini paga l'importo pieno e conserva comunque il procedimento penale, che corre su un binario separato.

Va aggiunta una conseguenza che pesa sulle assunzioni future: il datore condannato per l'illecito dell'articolo 22, comma 12, resta escluso dalle successive richieste di nulla osta per il periodo previsto dallo stesso articolo 22. In un'impresa che programma coorti annuali dentro il decreto flussi, quella esclusione vale più della multa.

Dove nascono in concreto le contestazioni

Nella pratica del reclutamento internazionale le contestazioni raramente nascono da un'intenzione. Nascono da tre scostamenti ricorrenti.

Il primo è il permesso scaduto durante il rapporto. La norma equipara il permesso scaduto senza richiesta di rinnovo nei termini al permesso assente, quindi un lavoratore regolarissimo diventa una contestazione da 5.000 euro perché la domanda di rinnovo è stata presentata oltre la finestra dei sessanta giorni precedenti la scadenza.

Il secondo è il distacco fra imprese. Il lavoratore assunto dalla società A e impiegato materialmente dalla società B espone entrambe, e l'ispettore guarda a chi utilizza la prestazione.

Il terzo è l'alloggio. Un sopralluogo che trova più occupanti di quanti l'immobile ne regga non è solo una questione igienico sanitaria: contraddice la dichiarazione resa nel contratto di soggiorno, come spiegato nella guida al contratto di soggiorno e all'idoneità alloggiativa.

Il costo di una posizione regolare è noto in anticipo e si trova nella guida ai costi di assunzione. Il costo di una posizione irregolare non lo è, perché dipende dal numero di lavoratori, dai giorni e dal binario che l'ispettore sceglie.

Werklist mantiene una scadenza tracciata per ogni permesso della coorte proprio perché il rinnovo tardivo è la via più comune verso l'articolo 22, e la pagina dedicata ai datori di lavoro descrive come questa tracciatura si integra con i sistemi dell'azienda.

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