UNILAV e adempimenti dopo l'ingresso del lavoratore straniero in Italia
L'UNILAV va inviato entro le ore 24 del giorno prima dell'inizio del rapporto. La sanzione va da 100 a 500 euro per lavoratore ai sensi della Legge 296/2006.
Il modello UNILAV è la comunicazione obbligatoria con cui il datore di lavoro informa il Centro per l'impiego dell'instaurazione di un rapporto di lavoro. Va trasmesso entro le ore 24 del giorno antecedente l'inizio del rapporto. Per un lavoratore extra UE si aggiungono due passaggi: la firma del contratto di soggiorno allo Sportello Unico e la domanda di permesso entro 8 giorni lavorativi dall'ingresso.
Che cosa copre la comunicazione obbligatoria e quando scade
Il sistema delle comunicazioni obbligatorie è gestito dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali attraverso i servizi informatici regionali che confluiscono nel nodo nazionale di Cliclavoro. La comunicazione è unica: un solo invio raggiunge il Centro per l'impiego, l'INPS, l'INAIL e l'Ispettorato del lavoro. Il datore non deve replicare la stessa informazione presso ciascun ente.
L'UNILAV non riguarda solo l'assunzione. Lo stesso modello copre la proroga del rapporto a termine, la trasformazione, per esempio da tempo determinato a indeterminato o da part time a full time, la cessazione e il trasferimento. Ogni evento ha un proprio termine, ma la regola che conta di più in fase di ingresso è quella dell'assunzione: entro le ore 24 del giorno prima dell'inizio effettivo della prestazione. Il termine è pensato per rendere impossibile la regolarizzazione a posteriori dopo un accesso ispettivo.
Chi si presenta al Centro per l'impiego fuori termine incorre nella sanzione amministrativa prevista dall'art. 1, comma 1180, della Legge 296/2006: da 100 a 500 euro per ogni lavoratore interessato. È una sanzione per lavoratore, non per comunicazione, quindi in una mobilitazione di dieci persone l'importo si moltiplica per dieci. L'invio tardivo, se il datore regolarizza spontaneamente, può essere trattato con la diffida amministrativa disciplinata dal D.Lgs. 124/2004, che consente di sanare l'omissione pagando la misura ridotta. La diffida non si applica quando la comunicazione manca del tutto e l'irregolarità emerge in sede di ispezione.
La sequenza per un lavoratore extra UE
Per un lavoratore assunto dall'estero l'UNILAV è solo uno dei tre adempimenti che si concentrano nei primi giorni dopo l'arrivo. Il D.Lgs. 286/1998 prevede che il lavoratore si presenti allo Sportello Unico per l'immigrazione per firmare il contratto di soggiorno e che la domanda di permesso di soggiorno sia presentata entro 8 giorni lavorativi dall'ingresso nel territorio.
| Adempimento | Termine | Chi lo esegue | Destinatario |
|---|---|---|---|
| Firma del contratto di soggiorno | Alla convocazione dopo l'ingresso | Datore e lavoratore insieme | Sportello Unico per l'immigrazione |
| Domanda di permesso di soggiorno | Entro 8 giorni lavorativi dall'ingresso | Lavoratore, con il kit postale | Questura tramite ufficio postale |
| Comunicazione UNILAV | Entro le ore 24 del giorno prima dell'inizio | Datore di lavoro | Centro per l'impiego |
I tre termini non si sovrappongono per caso. Il contratto di soggiorno fissa l'alloggio e l'impegno del datore alle spese di rientro, la domanda di permesso apre la posizione in Questura, l'UNILAV apre il rapporto di lavoro ai fini previdenziali. Un ritardo su uno dei tre non giustifica un ritardo sugli altri. Il dettaglio del contratto di soggiorno e dell'idoneità alloggiativa è nella guida al contratto di soggiorno, mentre tempi e costi della pratica in Questura sono nel permesso di soggiorno per lavoro.
Sul costo diretto, l'invio dell'UNILAV non prevede alcun onere: la trasmissione telematica al Centro per l'impiego è gratuita. Il costo reale è quello del consulente del lavoro che gestisce il flusso e, in caso di errore, quello della sanzione da 100 a 500 euro per lavoratore. Il kit postale del permesso di soggiorno e il contributo dovuto seguono invece il tariffario della Questura.
L'errore ricorrente sulla data di inizio
Il caso tipico riguarda un lavoratore che arriva con un volo posticipato di due giorni. Il datore aveva già inviato l'UNILAV con la data di inizio originaria, il lavoratore non è in Italia quel giorno e la prestazione non parte. Formalmente esiste una comunicazione che dichiara un rapporto avviato prima dell'ingresso effettivo. La correzione va fatta con un annullamento o una rettifica della comunicazione, non lasciata com'è: in una verifica dell'Ispettorato del lavoro, un UNILAV con data anteriore all'ingresso è il primo elemento che l'ispettore confronta con il timbro sul passaporto. Le conseguenze di un controllo sui rapporti con lavoratori stranieri sono descritte nelle sanzioni dell'Ispettorato nazionale del lavoro.
L'altro errore ricorrente è trattare la cessazione come un adempimento minore. Quando un lavoratore extra UE lascia il posto, l'UNILAV di cessazione è anche il documento che collega la fine del rapporto alla posizione del permesso di soggiorno. Ometterlo lascia aperto un rapporto che nei sistemi risulta ancora in essere, con effetti sul rinnovo del permesso del lavoratore.
Chi organizza arrivi in gruppo verso l'Italia dovrebbe costruire il calendario a ritroso dalla data di convocazione allo Sportello Unico, non dalla data del volo, e fissare l'UNILAV solo quando l'ingresso è confermato. La nostra pagina per i datori di lavoro descrive come gestiamo questi tre termini per le mobilitazioni con più lavoratori.
Continua a leggere
Tutti gli articoli →Permesso UE per soggiornanti di lungo periodo rilasciato in Italia
Cinque anni di soggiorno regolare, reddito pari all'assegno sociale INPS e test di italiano A2. La direttiva 2003/109/CE fissa sei mesi per la decisione.
Distacco di lavoratori extra UE in Italia, regole e sanzioni
Il D.Lgs. 136/2016 impone la comunicazione preventiva entro le 24 del giorno prima. Oltre dodici mesi si applicano tutte le condizioni italiane.