Asseverazione del professionista nel decreto flussi: cosa certifica davvero
L'asseverazione dell'art. 24-bis del D.Lgs. 286/1998 certifica il CCNL e la capacità economica del datore. La circolare 9032 del 2024 dice chi la firma.
L'asseverazione è la dichiarazione con cui un consulente del lavoro, un avvocato, un dottore commercialista abilitato o un'organizzazione datoriale comparativamente più rappresentativa certifica due cose sul datore di lavoro: che applica il CCNL dovuto e che il numero di richieste presentate è congruo rispetto alla sua capacità economica. Senza quel documento la domanda di nulla osta non si completa.
La base normativa e chi può firmare
L'istituto nasce dall'art. 24-bis del D.Lgs. 286/1998, introdotto dal DL 145/2024 e illustrato dalla circolare interministeriale n. 9032 del 24 ottobre 2024, firmata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali insieme al Ministero dell'Interno. Non è un parere discrezionale sul progetto di assunzione: è una verifica documentale sui conti dell'impresa, resa da un soggetto che risponde in proprio di quanto dichiara.
I soggetti abilitati sono tre più uno. I consulenti del lavoro iscritti all'albo, gli avvocati e i dottori commercialisti abilitati possono sottoscrivere l'asseverazione per i propri assistiti. In alternativa la sottoscrive un'organizzazione datoriale comparativamente più rappresentativa sul piano nazionale, per le imprese associate. La circolare 9032 del 2024 precisa che i professionisti abilitati non sono soggetti al limite di tre domande l'anno che il decreto flussi impone al datore di lavoro privato, perché operano come intermediari qualificati e non come richiedenti in proprio.
Il datore di lavoro che rientra in una delle categorie esonerate, per esempio perché ha già sottoscritto il protocollo d'intesa con il Ministero del Lavoro, segue la disciplina speciale prevista per quel canale. Per tutti gli altri l'asseverazione è un passaggio ordinario della precompilazione, non un'eccezione.
Su cosa guarda il professionista prima di firmare, la circolare è esplicita: capacità patrimoniale, equilibrio economico finanziario, fatturato dell'ultimo esercizio, numero di dipendenti già in forza e tipo di attività svolta. Un'impresa edile con due dipendenti e un fatturato modesto che chiede venti ingressi non supera la verifica di congruità, e l'asseverazione non viene rilasciata. È questa la funzione del documento nel disegno del legislatore: spostare il controllo sulla solidità del datore prima della presentazione della domanda, invece che dopo il click day.
Dove si inserisce nella procedura, tempi e costi
L'asseverazione si allega in fase di precompilazione della domanda sul Portale Servizi ALI del Ministero dell'Interno, la piattaforma su cui lo Sportello Unico per l'immigrazione riceve le istanze di nulla osta. La precompilazione apre settimane prima della data di invio fissata dal decreto annuale, e quella finestra è il vero calendario di lavoro del datore. Chi arriva alla precompilazione senza il documento firmato non può salvare la domanda come completa.
| Passaggio | Chi lo esegue | Quando |
|---|---|---|
| Raccolta bilanci, LUL e dati di fatturato | Datore di lavoro | Prima della precompilazione |
| Verifica di congruità e firma dell'asseverazione | Consulente del lavoro, avvocato, commercialista o organizzazione datoriale | Prima della precompilazione |
| Allegazione sul Portale Servizi ALI | Datore o intermediario abilitato | Finestra di precompilazione |
| Invio della domanda di nulla osta | Datore o intermediario abilitato | Data fissata dal decreto flussi |
| Istruttoria dello Sportello Unico | Sportello Unico per l'immigrazione | Dopo l'invio |
Sul costo non esiste una tariffa di legge. L'asseverazione è una prestazione professionale e viene compensata secondo l'accordo con il consulente o secondo il regolamento dell'organizzazione datoriale, che per le imprese associate la include spesso nel servizio di assistenza. I diritti e i bolli dovuti per la domanda di nulla osta restano a parte e seguono le regole ordinarie dello Sportello Unico. Chi pianifica il budget di un ingresso deve quindi contare tre voci distinte: la parcella dell'asseverazione, gli oneri amministrativi della pratica e il costo del lavoro vero e proprio, che abbiamo descritto nel costo di assunzione di un lavoratore extra UE.
L'errore che blocca la pratica
Il modo più frequente per perdere una tornata è il disallineamento fra CCNL dichiarato e CCNL applicato. Il professionista asseveria l'osservanza di un contratto collettivo preciso, con il suo inquadramento e la sua retribuzione minima. Se la proposta di contratto di soggiorno caricata sul portale indica un livello o una paga che non corrispondono a quel CCNL, l'incoerenza emerge in istruttoria e la domanda si ferma. Correggerla dopo l'invio significa, nella pratica, aspettare la tornata successiva, perché le quote del decreto flussi si esauriscono nelle prime ore. La ripartizione delle quote su cui si gioca quella corsa è riassunta nelle quote del decreto flussi dal 2026 al 2028, mentre la sequenza completa dal nulla osta al visto è nel percorso del nulla osta.
Il secondo errore riguarda il numero. Un datore che presenta richieste per più posizioni di quante il suo bilancio sostenga costringe il professionista a ridurre il numero asseverato oppure a rifiutare la firma. Conviene fissare il numero insieme al consulente sui dati dell'ultimo esercizio, prima di aprire la precompilazione, e non il giorno prima dell'invio.
Per chi organizza assunzioni dall'estero verso l'Italia, l'asseverazione è il punto in cui la pratica smette di essere un problema di modulistica e diventa un problema di conti. Trattarla come l'ultimo allegato da procurare è il motivo per cui molte domande arrivano incomplete a una finestra che dura poche ore. La nostra pagina per i datori di lavoro riporta i documenti che raccogliamo prima di aprire un corridoio verso l'Italia.
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