Accordi di cooperazione migratoria e quote riservate in Italia
L'articolo 21 del D.Lgs. 286/1998 riserva quote ai Paesi con accordi migratori. Il DPCM 2 ottobre 2025 apre quel canale il 16 febbraio 2026.
L'articolo 21 del Testo Unico immigrazione (D.Lgs. 286/1998) consente di riservare quote privilegiate ai cittadini dei Paesi che hanno concluso con l'Italia accordi di cooperazione in materia migratoria. Il DPCM del 2 ottobre 2025 usa quella facoltà e, secondo il Ministero del Lavoro, apre per quel canale una data dedicata, il 16 febbraio 2026.
Per chi pianifica un corridoio, questa clausola cambia il calcolo in modo concreto. Non modifica la procedura né i documenti richiesti. Modifica la probabilità che una domanda trovi ancora un posto libero nel plafond, e quella probabilità è il vero vincolo del decreto flussi.
Quali Paesi rientrano e perché
L'elenco è allegato al decreto e cambia con le intese firmate dal governo. Nella programmazione in corso comprende, fra gli altri, Albania, Bangladesh, Bosnia ed Erzegovina, Egitto, Filippine, India, Marocco, Moldova, Pakistan, Senegal, Tunisia e Ucraina. Sono Stati con cui l'Italia ha sottoscritto intese che coprono la riammissione, la lotta all'intermediazione irregolare e, nei casi più recenti, la mobilità del lavoro in senso proprio.
L'esempio più rilevante per i corridoi industriali è l'accordo su migrazione e mobilità fra Italia e India, firmato nel 2023, che affianca alla cooperazione sul rientro un quadro per l'ingresso regolare di lavoratori e studenti. È la ragione per cui un tornitore indiano e un tornitore nepalese, a parità di profilo e di contratto, non affrontano la stessa coda.
| Elemento | Canale riservato | Canale ordinario |
|---|---|---|
| Base giuridica | art. 21 D.Lgs. 286/1998 e allegato al DPCM | art. 22 D.Lgs. 286/1998 |
| Apertura domande quota 2026 | 16 febbraio 2026, ore 9.00 | 18 febbraio 2026, ore 9.00 per l'assistenza familiare e sociosanitaria |
| Platea | cittadini dei Paesi in elenco | cittadini di qualunque Paese terzo |
| Documenti richiesti | identici | identici |
La tabella spiega perché il vantaggio è di sequenza e non di sostanza. Due giorni di anticipo non sembrano molto finché non si osserva che in alcune categorie il plafond si esaurisce nelle ore successive all'apertura.
Cosa fare quando il Paese di origine non è in elenco
Il Nepal non compare fra i Paesi con accordi di cooperazione migratoria con l'Italia, e lo stesso vale per diversi mercati di reclutamento dell'Asia meridionale. Questo non chiude il corridoio: lo sposta sul canale ordinario, con la data di apertura successiva e la competizione piena sul plafond.
Restano tre leve, tutte previste dall'ordinamento italiano.
La prima è l'articolo 23 del Testo Unico, che riconosce un titolo di preferenza ai lavoratori che hanno completato nel Paese di origine programmi di istruzione e formazione professionale approvati dalle autorità italiane. Una formazione certificata su saldatura o su macchine utensili, svolta prima della partenza, non è soltanto una garanzia tecnica per il datore: è un elemento che la norma valorizza nell'accesso.
La seconda è il canale stagionale, che ha plafond più ampio e una propria dinamica di ritorno, descritta nella guida al lavoro stagionale in Italia.
La terza è la scelta del Paese di destinazione. Un datore che opera in più Stati membri può collocare la coorte nepalese dove esiste un accordo bilaterale attivo con Kathmandu e riservare i posti italiani ai Paesi in elenco: la mappa degli accordi del Nepal con i Paesi europei è nella guida agli accordi bilaterali di lavoro del Nepal.
Cosa l'accordo non garantisce
Un accordo di cooperazione migratoria non è un permesso di lavoro e non sostituisce alcun passaggio. La domanda si presenta ugualmente sul portale ALI, il nulla osta lo rilascia lo Sportello Unico per l'Immigrazione entro il termine di sessanta giorni fissato dall'articolo 22, il visto lo rilascia il consolato entro trenta giorni e il contratto di soggiorno si firma entro otto giorni dall'ingresso. Le voci di costo non cambiano: restano i 16 euro di marca da bollo, i 30,46 euro del permesso elettronico e i 30,46 euro del servizio postale indicati dal Ministero dell'Interno.
Cambia solo la posizione nella coda, e va detto chiaramente perché la promessa opposta circola spesso in fase commerciale. Nessuna intesa bilaterale rende automatico un ingresso, e nessuna consente di saltare l'assegnazione di quota descritta nella guida alle quote 2026 2028.
Werklist lavora corridoi verso l'Europa dal Nepal, dall'India e dalle Filippine e verifica per ciascuno se il Paese di origine rientra nell'elenco allegato al decreto prima di fissare i volumi; la pagina dedicata ai datori di lavoro indica quali informazioni servono per quella verifica. Il Paese di origine, in Italia, non è soltanto una variabile di reclutamento: è una variabile di calendario.
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